La pertinenza del libro
La Repubblica pubblica oggi la lettera di un "un ragazzo di diciotto anni diplomato al Liceo Classico", un aspirante medico che avrebbe fallito il test di ammissione per iscriversi alla Facoltà di Medicina. Il ragazzo si lamenta perchè una delle domande del test riguardava un romanzo, in particolare si chiedeva l'autore di "Và dove ti porta il cuore". Secondo il ragazzo non si tratta di un argomento pertinente per valutare le capacità e potenzialità di un futuro medico.
Ovviamente ha torto. Intanto la domanda non era poi così difficile. Se uno studente di 19 anni non ha sentito parlare della Tamaro vuol dire che non ha mai messo piede "spontaneamente" in una libreria. Brutto segno, per uno che vuol intraprendere una carriera in cui è necessario leggere migliaia di articoli e di libri, una professione che richiede una conoscenza approfondita del linguaggio che è uno strumento di lavoro e non un optional.
Poi occorre aggiungere che un medico, secondo me, dovrebbe essere mediamente colto. Lo pensano anche le università americane o inglesi, dove si insegna la medicina anche attraverso le medical humanities, con corsi e seminari sempre più seguiti.
Trovo rassicurante che i test di ammissione a Medicina contengano domande sulla letteratura. La biologia e la chimica sono importanti, ma poi la clinica è tutta un'altra faccenda. Di fronte al malato, il medico ha bisogno di tutte le sue qualità "umane" per essere all'altezza del compito. Non gli bastano le pure conoscenze nelle varie discipline. Questo fatto implica che occorre valutare il complesso di queste qualità, nei limiti di un test scritto, per cercare di ammettere a Medicina giovani con un bagaglio di conoscenze, certo, ma soprattutto con apertura mentale, curiosità e interesse per tutte le opere dell'essere umano. Non fosse altro che per il fatto che ci si dovrà occupare di essere umani, mica (solo) di organi e di molecole.
Un blog per le MH
Segnalo un interessante, utile e autorevole blog per chi si interessa di medical humanities. Si tratta di un blog dedicato a questo tema dal BMJ Group Blogs, in collegamento con la rivista omonima. Il blog è curato da Deborah Kirklin. Merita di essere seguito. Lo trovate qui.
Storie di guarigione
Dalla malattia mentale si guarisce. Non sempre, a volte non completamente. Ma si può guarire. A dispetto della stigmatizzazione, delle cure tardive, sbagliate o dannose, della vergogna. A dispetto della gravità. Ma i pregiudizi sono ancora forti. Bisognerebbe dare la parola ai malati, ai guariti. Bisognerebbe ascoltarli, comprendere la drammaticità della lotta e la verità della speranza. Se ci fossero più occasioni di fare questo, si potrebbe persino cambiare la loro condizione d’isolamento e di paura. Non è facile, ma ci si può provare.
Per questo segnalo con piacere un’importante iniziativa pubblica delle amministrazioni locali del biellese, un concorso letterario (ma sarebbe meglio dire un concorso di scrittura) riservato a quanti abbiano vissuto personalmente un disturbo psichiatrico con esito favorevole: il concorso letterario intitolato a Emanuele Lomonaco (1951-2006), che fu direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL 12 di Biella. Tutte le informazioni sul sito www.concorso.utenti.net. La scadenza è il 31 dicembre 2007.
bombasicilia
Segnalo con qualche ritardo la ripubblicazione del post "Pathos in fabula" su Bombasicilia, nella rubrica a cura di Demetrio Paolin. Grazie.



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